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	<title>Commenti per Amigdalab</title>
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	<description>We build processes for helping brand marketers to create the right content and put it in the right place at the right time, to engage customers across channels and platforms.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 19 Jan 2012 13:48:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su Il giardinaggio è 2.0 di Lidia Zitara</title>
		<link>http://www.amigdalab.it/il-giardinaggio-e-2-0.html/comment-page-1#comment-59</link>
		<dc:creator>Lidia Zitara</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 13:48:34 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie !</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Co-creazione: le idee del cliente al centro dello sviluppo dei processi aziendali di AleCss</title>
		<link>http://www.amigdalab.it/co-creazione-le-idee-del-cliente-al-centro-dello-sviluppo-dei-processi-aziendali.html/comment-page-1#comment-46</link>
		<dc:creator>AleCss</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 13:11:47 +0000</pubDate>
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		<description>Un modo di operare che condivido pienamente! Il punto cruciale però credo sia quello da parte dell&#039;azienda di avere le capacità di guidare in modo costruttivo la creatività e le idee dei clienti. L&#039;ascolto, soprattutto nella creazione di prodotti, è fondamentale per avvicinarsi sempre di più all&#039;esigenze del pubblico...Diversamente, le &quot;imposizioni&quot; da parte del cliente che esulano da una vera visione creativa collettiva, sono da arginare e rimodellare in un contesto più idoneo allo scopo finale. Qui entra in gioco l&#039;abilità dell&#039;azienda nella co-produzione. Bell&#039;articolo Cinzia! :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un modo di operare che condivido pienamente! Il punto cruciale però credo sia quello da parte dell&#8217;azienda di avere le capacità di guidare in modo costruttivo la creatività e le idee dei clienti. L&#8217;ascolto, soprattutto nella creazione di prodotti, è fondamentale per avvicinarsi sempre di più all&#8217;esigenze del pubblico&#8230;Diversamente, le &#8220;imposizioni&#8221; da parte del cliente che esulano da una vera visione creativa collettiva, sono da arginare e rimodellare in un contesto più idoneo allo scopo finale. Qui entra in gioco l&#8217;abilità dell&#8217;azienda nella co-produzione. Bell&#8217;articolo Cinzia! :)</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Storytelling e Digital Novels. I seminari di Talk in IED. di Tweets that mention Storytelling e Digital Novels. I seminari di Talk in IED. &#124; Amigdalab -- Topsy.com</title>
		<link>http://www.amigdalab.it/storytelling-e-digital-novels-i-seminari-di-talk-in-ied.html/comment-page-1#comment-43</link>
		<dc:creator>Tweets that mention Storytelling e Digital Novels. I seminari di Talk in IED. &#124; Amigdalab -- Topsy.com</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 09:04:27 +0000</pubDate>
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		<description>[...] This post was mentioned on Twitter by vauricchio, Lorenzo Guerra. Lorenzo Guerra said: Storytelling e Digital Novels. I seminari di Talk in IED. &#124; Amigdalab http://t.co/7dHPeA1 via @amigdalab [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] This post was mentioned on Twitter by vauricchio, Lorenzo Guerra. Lorenzo Guerra said: Storytelling e Digital Novels. I seminari di Talk in IED. | Amigdalab <a href="http://t.co/7dHPeA1" rel="nofollow">http://t.co/7dHPeA1</a> via @amigdalab [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Amigadalab alla giornata Avis Lombardia di natascia</title>
		<link>http://www.amigdalab.it/avislombardia.html/comment-page-1#comment-41</link>
		<dc:creator>natascia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 11:01:36 +0000</pubDate>
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		<description>... peccato che fosse solo un giorno. Gli argomenti trattati era tutti molto interessanti e meritavano più tempo per approfondirli e ragionarci anche con più attenzione. Effettivamente spero che si possa ripetere l&#039;esperienza magari, come ho già detto anche a Ettore, sarebbe interessante sviluppare gli argomenti magari dividendoli in un percorso di più giornate... per capire meglio questo mondo cosi vasto e misterioso che sono i Social Network.... Grazie per la disponibilità e la tanta pazienza che avete messo con noi alunni a volte indisciplinati... Natascia Giuli consigliere
provinciale AVIS Varese</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; peccato che fosse solo un giorno. Gli argomenti trattati era tutti molto interessanti e meritavano più tempo per approfondirli e ragionarci anche con più attenzione. Effettivamente spero che si possa ripetere l&#8217;esperienza magari, come ho già detto anche a Ettore, sarebbe interessante sviluppare gli argomenti magari dividendoli in un percorso di più giornate&#8230; per capire meglio questo mondo cosi vasto e misterioso che sono i Social Network&#8230;. Grazie per la disponibilità e la tanta pazienza che avete messo con noi alunni a volte indisciplinati&#8230; Natascia Giuli consigliere<br />
provinciale AVIS Varese</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il futuro del retail. Spazi fisici vs digitale. di Lorenzo Guerra</title>
		<link>http://www.amigdalab.it/il-futuro-del-retail-nuove-esperienze-digitali-da-attuare.html/comment-page-1#comment-37</link>
		<dc:creator>Lorenzo Guerra</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 11:22:35 +0000</pubDate>
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		<description>Perchè surreale?
Me lo potrei immaginare anche così. Comunque per certi prodotti non vai in un negozio a vedere e basta, ma torni dove puoi partecipare a uno spettacolo. Mai stato da Abercrombie? Questo è un tipo. ma sempre più saranno le tecnologie digitali a offrire lo spettacolo. Ma anche l&#039;interazione con il web. Fai delle cose nel negozio e vengono&quot;sparate&quot; sul tuo Facebook.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perchè surreale?<br />
Me lo potrei immaginare anche così. Comunque per certi prodotti non vai in un negozio a vedere e basta, ma torni dove puoi partecipare a uno spettacolo. Mai stato da Abercrombie? Questo è un tipo. ma sempre più saranno le tecnologie digitali a offrire lo spettacolo. Ma anche l&#8217;interazione con il web. Fai delle cose nel negozio e vengono&#8221;sparate&#8221; sul tuo Facebook.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su The Status of the Internet di Lorenzo Guerra</title>
		<link>http://www.amigdalab.it/the-status-of-the-internet-2010.html/comment-page-1#comment-35</link>
		<dc:creator>Lorenzo Guerra</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 14:09:26 +0000</pubDate>
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		<description>Molto bello!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto bello!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il futuro del retail. Spazi fisici vs digitale. di Davide</title>
		<link>http://www.amigdalab.it/il-futuro-del-retail-nuove-esperienze-digitali-da-attuare.html/comment-page-1#comment-34</link>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 01:03:13 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Lorenzo, complimenti per il post, è scritto bene ed esprime dei concetti molto interessanti, inoltre sottoscrivo la tua ultima frase &quot;Io credo nell’opportunità di lasciare spazi di creazione ai clienti. Allora si possono inventare dinamiche che funzionano anche nel lungo.&quot;

Dal mio punto di vista, ci possono essere svariati modi in cui un negoziante può aiutare il cliente nella scelta del prodotto e altrettanti con i quali può incuriosirlo tramite esperienze al di fuori della convenzionalità. Tutto questo ovviamente non permetterebbe semplicemente di offrire qualcosa in più al cliente, ma soprattutto potrebbe essere un&#039;esperienza evolutiva anche per lo stesso commerciante e di conseguenza per altre attività commerciali concorrenti.
Proprio in relazione all&#039;ultimo concetto espresso, credo che nel piattume generale, nel momento in cui un evento creativo entrasse inaspettatamente come una variabile impazzita, allora ci sarebbe una gara dove il campo di gioco sarebbe rappresentato dai negozi e lo scopo sarebbe quello di proporre esperienze di vendita migliori di quelle attuate dalla concorrenza.
Vedendo la cosa in maniera piuttosto surreale, sarebbe come se al posto degli spazi commerciali ci fossero innumerevoli teatri, ed ognuno cercasse di proporre uno spettacolo più suggestivo di quello adiacente.

Provate ad immaginarvi un Corso Buenos Aires pieno di teatri off, nei quali si possano pure acquistare beni di consumo... Utopia? Grazie al digitale e ad un po&#039; di creatività, forse no. ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Lorenzo, complimenti per il post, è scritto bene ed esprime dei concetti molto interessanti, inoltre sottoscrivo la tua ultima frase &#8220;Io credo nell’opportunità di lasciare spazi di creazione ai clienti. Allora si possono inventare dinamiche che funzionano anche nel lungo.&#8221;</p>
<p>Dal mio punto di vista, ci possono essere svariati modi in cui un negoziante può aiutare il cliente nella scelta del prodotto e altrettanti con i quali può incuriosirlo tramite esperienze al di fuori della convenzionalità. Tutto questo ovviamente non permetterebbe semplicemente di offrire qualcosa in più al cliente, ma soprattutto potrebbe essere un&#8217;esperienza evolutiva anche per lo stesso commerciante e di conseguenza per altre attività commerciali concorrenti.<br />
Proprio in relazione all&#8217;ultimo concetto espresso, credo che nel piattume generale, nel momento in cui un evento creativo entrasse inaspettatamente come una variabile impazzita, allora ci sarebbe una gara dove il campo di gioco sarebbe rappresentato dai negozi e lo scopo sarebbe quello di proporre esperienze di vendita migliori di quelle attuate dalla concorrenza.<br />
Vedendo la cosa in maniera piuttosto surreale, sarebbe come se al posto degli spazi commerciali ci fossero innumerevoli teatri, ed ognuno cercasse di proporre uno spettacolo più suggestivo di quello adiacente.</p>
<p>Provate ad immaginarvi un Corso Buenos Aires pieno di teatri off, nei quali si possano pure acquistare beni di consumo&#8230; Utopia? Grazie al digitale e ad un po&#8217; di creatività, forse no. ;)</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Il futuro del retail. Spazi fisici vs digitale. di Lorenzo Guerra</title>
		<link>http://www.amigdalab.it/il-futuro-del-retail-nuove-esperienze-digitali-da-attuare.html/comment-page-1#comment-33</link>
		<dc:creator>Lorenzo Guerra</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 11:18:16 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Giuseppe. E&#039; vero ciò che dici. Ma lavorare in maniera massiccia solo sugli strumenti che creano l&#039;innovazione alla lunga può essere suicida. CI si infila in un&#039;innovazione fine a se stessa e che continua a rilanciare.
Io credo nell&#039;opportunità di lasciare spazi di creazione ai clienti. Allora si possono inventare dinamiche che funzionano anche nel lungo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Giuseppe. E&#8217; vero ciò che dici. Ma lavorare in maniera massiccia solo sugli strumenti che creano l&#8217;innovazione alla lunga può essere suicida. CI si infila in un&#8217;innovazione fine a se stessa e che continua a rilanciare.<br />
Io credo nell&#8217;opportunità di lasciare spazi di creazione ai clienti. Allora si possono inventare dinamiche che funzionano anche nel lungo.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Il futuro del retail. Spazi fisici vs digitale. di Giuseppe R.</title>
		<link>http://www.amigdalab.it/il-futuro-del-retail-nuove-esperienze-digitali-da-attuare.html/comment-page-1#comment-32</link>
		<dc:creator>Giuseppe R.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 14:31:10 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Lorenzo, aggiungo alcune considerazioni. Credo che la questione sia inserire ciò che di nuovo il mondo offre in quello che, in molti casi, è da sempre un fatto sociale: lo shopping, che molto spesso si fa in compagnia (magari una selezionata compagnia). In questo, l&#039;ecommerce richiede solo la trasformazione delle modalità di socializzazione e condivisione, ma la logica resta identica a ciò che è da sempre: acquisto ciò che trovo essere gratificante in un contesto sociale (per me e per gli altri). Il tutto, chiaramente, abbandonando l&#039;idea del controllo totale da parte del venditore. Personalmente non credo alla totale autonomia di scelte, ma l&#039;acquisto nel tempo diventa sicuramente più controllato da fattori esterni al venditore.

Tutto, insomma, verte sul concetto che la vendita è legata all&#039;esperienza, e in quanto tale è un fatto sociale. Come costruire strumenti e comportamenti che possano rendere questo elemento sociale profiquo è un&#039;altra sfida. Politiche centrate su - per esempio - gli &quot;I like&quot; buttons sono utili, ma ormai poco innovative. Bisogna cominciare a pensare come andare oltre. Anche gli aspetti &quot;teatrali&quot; della vendita (una sorta di happening dove l&#039;obiettivo finale è vendere e lasciare al cliente la voglia di tornare) sono verità di cui già Richard Normann - giusto per fare nomi accademici - indicava gli aspetti.

A completamento di ciò, direi che la Sfida, quella con la s maiuscola, resta sempre di natura culturale, più sul punto vendita che sul cliente che, di solito, è curioso delle novità che può sperimentare.

Un saluto.

Giuseppe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Lorenzo, aggiungo alcune considerazioni. Credo che la questione sia inserire ciò che di nuovo il mondo offre in quello che, in molti casi, è da sempre un fatto sociale: lo shopping, che molto spesso si fa in compagnia (magari una selezionata compagnia). In questo, l&#8217;ecommerce richiede solo la trasformazione delle modalità di socializzazione e condivisione, ma la logica resta identica a ciò che è da sempre: acquisto ciò che trovo essere gratificante in un contesto sociale (per me e per gli altri). Il tutto, chiaramente, abbandonando l&#8217;idea del controllo totale da parte del venditore. Personalmente non credo alla totale autonomia di scelte, ma l&#8217;acquisto nel tempo diventa sicuramente più controllato da fattori esterni al venditore.</p>
<p>Tutto, insomma, verte sul concetto che la vendita è legata all&#8217;esperienza, e in quanto tale è un fatto sociale. Come costruire strumenti e comportamenti che possano rendere questo elemento sociale profiquo è un&#8217;altra sfida. Politiche centrate su &#8211; per esempio &#8211; gli &#8220;I like&#8221; buttons sono utili, ma ormai poco innovative. Bisogna cominciare a pensare come andare oltre. Anche gli aspetti &#8220;teatrali&#8221; della vendita (una sorta di happening dove l&#8217;obiettivo finale è vendere e lasciare al cliente la voglia di tornare) sono verità di cui già Richard Normann &#8211; giusto per fare nomi accademici &#8211; indicava gli aspetti.</p>
<p>A completamento di ciò, direi che la Sfida, quella con la s maiuscola, resta sempre di natura culturale, più sul punto vendita che sul cliente che, di solito, è curioso delle novità che può sperimentare.</p>
<p>Un saluto.</p>
<p>Giuseppe</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Ancora una volta sarà il Porno a scrivere il futuro dell&#8217;intrattenimento? di Lorenzo Guerra</title>
		<link>http://www.amigdalab.it/ancora-una-volta-sara-il-porno-a-scrivere-il-futuro-dellintrattenimento.html/comment-page-1#comment-8</link>
		<dc:creator>Lorenzo Guerra</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 09:15:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.amigdalab.it/blog/?p=198#comment-8</guid>
		<description>Giusto per confermare l&#039;andazzo: ne parla anche il Corriere oggi. http://cinema-tv.corriere.it/cinema/10_aprile_22/francia-film-porno-partecipativo-grandesso_fe799ec2-4e0b-11df-b72f-00144f02aabe.shtml
Fundraising da parte degli spettatori per produrre i film.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giusto per confermare l&#8217;andazzo: ne parla anche il Corriere oggi. <a href="http://cinema-tv.corriere.it/cinema/10_aprile_22/francia-film-porno-partecipativo-grandesso_fe799ec2-4e0b-11df-b72f-00144f02aabe.shtml" rel="nofollow">http://cinema-tv.corriere.it/cinema/10_aprile_22/francia-film-porno-partecipativo-grandesso_fe799ec2-4e0b-11df-b72f-00144f02aabe.shtml</a><br />
Fundraising da parte degli spettatori per produrre i film.</p>
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