Leggendo i dati che riporta David Marcus su Techcrunch c’è da chiedersi se non si è nel pieno di un ennesimo hype digitale. Ogni volta che sentiamo odore di bolle finanziarie ci preoccupiamo, ma questa volta anche se l’ondata emotiva c’è, le ragioni valide per tutto questo ottimismo sulla geolocalizzazione e il mobile ci sono.
Facebook secondo Second Market ha raggiunto una valutazione di 30 miliardi di dollari. Foursquare è stata rifinanziata per circa 20 milioni di dollari e ha raggiunto una valutazione di circa 120 milioni di dollari senza aver raggiunto neanche lontanamente il break even. C’è da chiedersi, piuttosto, se ha fatto un dollaro di fatturato, e, in caso affermativo, come procederanno le revenue del più famoso sistema di aggiornamento geografico.
Altre start up di incertissimo successo in questo mercato stanno raccogliendo l’interesse oltre che i soldi degli investitori. C’è da chiedersi come mai gli investitori si buttano, con i loro soldi, su avventure così incerte. Che si stia aprendo un nuovo mercato da colonizzare?
Non è proprio un vero mercato nuovo. E’ piuttosto un nuovo modo di stare sul mercato. Un modo che finalmente mette in circuito tutte le appendici digitali; e in cortocircuito il sistema.
Veniamo al dunque: iI commercio al dettaglio è sempre più legato alle tecnologie digitali. Tramite servizi di georeferenziazione, la folksonomy, la Rete mobile accessibile a costi abbordabile, il digital out of home e i social network l’integrazione tra esperienza fisica e digitale durante lo shopping diventa sempre più immersiva, ubiqua e onnisciente. E’ come se una persona nel proprio cellulare portasse con sè la propria rete amicale, i migliori servizi di comparazione prezzi, il più forte motore di ricerca, e avesse accesso ai contenuti e alle info più interessanti rispetto a ciò che è intenzionato a comprare. Tutto ciò rende un individuo un “savy consumer”. Questo non potrà che sovvertire per sempre gli equilibri del consumo. E secondo noi i negozianti dovranno pensare al loro negozio sempre più come a un sito web o una mobile application.
E’ fantascienza parlare di esperienza digitale legata allo shopping offline? Alex Rampell sempre su Techcrunch stima intorno al trillione di dollari il valore dell’integrazione on/offline per il commercio al dettaglio. Fino a ora il digitale ambiva a promuovere e accelerare il commercio elettronico, mantenere il cliente online per finire la transazione su un sito di commercio elettronico. Oggi un’ondata di start up sta iniziando a modificare l’equilibrio delicatissimo e strategico per l’economia del futuro che si gioca sui versanti della conoscenza dei prodotti, delle decisioni di acquisto, della socializzazione delle scelte, del riconoscimento della propria posizione geografica con relativi servizi adiacenti e dell’immersività nell’esperienza dello shopping.
Su questo fronte si sta giocando una delle nuove e avvincenti sfide dell’economia che chiamare digitale pare riduttivo.