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	<title>Amigdalab</title>
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	<description>We build processes for helping brand marketers to create the right content and put it in the right place at the right time, to engage customers across channels and platforms.</description>
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		<title>Docenza al master SNID per Amigdalab. Modulo INTERACTIVE MEDIA</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 16:11:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cazzulani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La nozione di “interattivo” riferita ai media è legata alla concezione della Rete dei primi giorni. Oggi le logiche social applicate ai media pretendono una chiara e solida strategia sui contenuti, in cui il fruitore diventa parte del messaggio. Se il mezzo è il messaggio, così recitava Marshall McLuhan,  allora nei social, aggiungiamo noi, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La nozione di “interattivo” riferita ai media è legata alla concezione della Rete dei primi giorni. Oggi le logiche social applicate ai media pretendono una chiara e solida strategia sui contenuti, in cui il fruitore diventa parte del messaggio. Se il mezzo è il messaggio, così recitava Marshall McLuhan,  allora nei social, aggiungiamo noi, il messaggio è l’utente. La partecipazione diventa la nuova interazione e i canali in cui creare coinvolgimento e partecipazione diventano a loro volta luoghi che interagiscono tra loro. Lo sviluppo di contenuti sui media interattivi è basata sulla conoscenza di tutti gli strumenti che permettono comunicazione. Non stiamo parlando solo di tap e mouse, ma di voce, presenza fisica, e strategie motivazionali che creino delle esperienze più coinvolgenti nella distribuzione del  messaggio per e dagli utenti.</p>
<div>
<p>L’obiettivo del corso sarà lavorare su nuovi format della comunicazione resi possibili da nuove aree sensoriali e da nuove logiche di ingaggio per i partecipanti. Solo chi saprà creare messaggi e contenuti capaci di offrire delle esperienze al pubblico così da diventare un interlocutore abituale della vita quotidiana delle persone alle quali si rivolge, riuscirà a emergere dal rumore di fondo. Solo chi avrà una chiara strategia di comunicazione in grado di tradurre questa esperienza in maniera coerente sui diversi canali saprà sfruttare la forza che la comunicazione possiede oggi.</p>
<p>Durante il corso saranno elaborate strategie di comunicazione multicanale relative a molteplici tematiche aziendali e dedicate a differenti pubblici, in grado di creare massimo coinvolgimento da parte dell’utente; verranno utilizzati i principali strumenti di interazione disponibili per sviluppare format immersivi in grado di creare partecipazione e dare forza al messaggio.</p>
<p>Si approfondiranno i temi della creatività che oggi si sposa sempre più con la competenza tecnologica di base (tecnocreativi), saranno sviluppate specifiche skill relative ai linguaggi autorali sia testuali che visuali (web writing, copywritig, videoformat, social games creation…).</p>
<p>Il modulo permetterà di:</p>
<p>- acquisire competenze strategiche e tattiche relative al comunicare e promuovere marchi, prodotti e servizi sui SM (sbocco professionale: uffici marketing e comunicazione delle aziende/ strategist e account manager nelle agenzie di comunicazione)</p>
<p>- acquisire competenze progettuali e creative sull’ideazione di format, contenuti e messaggi sulle campagne digital + social. (sbocco professionale: manager di community, piattaforme e prodotti editoriali online / creativi / progettisti nelle agenzie di comunicazione)</p>
<p>Per ulteriori informazioni sul master SNID, visitate il sito <a href="http://www.snid.eu/">http://www.snid.eu/</a></p>
<div></div>
</div>
<div></div>
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		<title>Crowdfunding: Non solo Kickstarter al servizio delle vostre idee</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jun 2012 10:57:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cazzulani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Se la parola crisi, in cinese vuol dire pericolo ma anche opportunità, nel linguaggio del web, opportunità si potrebbe tradurre con <em>crowdfunding</em>. <em>Crowdfunding</em> significa avere la possibilità di trasformare una propria idea, persino la più stravagante, in realtà grazie a contributi economici da parte di altre persone che credono nel progetto e che a loro volta, hanno la possibilità di avere un ritorno (soldi, gadget, oggetti in edizione limitata, ecc.).</p>
<p><a href="http://www.amigdalab.it/crowdfunding-non-solo-kickstarter-al-servizio-delle-vostre-idee.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In rete esistono numerosissime piattaforme all’interno delle quali è possibile proporre sogni e soprattutto farli avverare, grazie proprio a questo finanziamento &#8220;dal basso&#8221;. Mettermi ad elencare il lungo elenco di siti che propongono questa forma di co-creazione, come ad esempio <strong><a href="http://www.kickstarter.com/">Kickstarter</a></strong> (forse oggi come oggi il più famoso),  <strong><a href="http://www.eppela.com/">Eppela</a></strong>, <strong><a href="http://www.indiegogo.com/">Indiegogo</a></strong> mi sembra inutile. Anche se comunque, potrebbe essere interessante in un futuro ragionare sull&#8217;ottima capacità di comunicare dei molti propositori d’idee che si mettono in gioco attraverso tali mezzi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.amigdalab.it/wp-content/uploads/11.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1568" title="1" src="http://www.amigdalab.it/wp-content/uploads/11.png" alt="" width="562" height="262" /></a></p>
<p>Oggi, mi piacerebbe invece riportare un paio di casi di piattaforme specifiche e magari poco conosciute, perchè settoriali, perchè nate da poco, o magari perchè non provenienti dagli Stati Uniti d&#8217;America.</p>
<p>Sei un cantante o fai parte di un gruppo emergente? Grazie ad una piattaforma come <strong><a href="https://www.sellaband.com/">Sell a band</a></strong>, hai la possibilità di farti conoscere, crearti un manipolo di <em>believers</em> e soprattutto mettere nelle condizione questi stessi &#8220;credenti&#8221; di donarti la possibilità di produrre un disco, per la tua felicità e per il loro piacere. Il tutto è piuttosto semplice… Dopo aver aperto un profilo e postato alcuni brani, dovrai cercare di vendere almeno 5000 azioni, così da racimolare 50000 $ ed avere un produttore, uno studio di registrazione e altri servizi. Il passaggio successivo consiste nella vendita on line del disco, dividendo i guadagni tra il sito, l&#8217;autore e gli investitori (che riceveranno tante copie del disco in edizione limitata, quante saranno le azioni acquistate, starà poi a loro decidere se tenerle tutte o metterle in vendita).</p>
<p><a href="http://www.amigdalab.it/wp-content/uploads/21.png"><img class="alignnone  wp-image-1570" title="2" src="http://www.amigdalab.it/wp-content/uploads/21.png" alt="" width="505" height="459" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche l&#8217;Italia resta al passo coi tempi, proponendo diverse opportunità di <em>crowdfunding</em> interessanti, come ad esempio <strong><a href="http://www.buonacausa.org/">Buonacausa</a></strong> e <strong><a href="http://www.shinynote.com/">ShinyNote</a></strong>, legate al sociale ed al no profit o la generalista <strong><a href="http://www.boomstarter.com/">BoomStarter</a></strong>, ma mi vorrei soffermare su di un altro caso, quello di <strong>Starteed</strong>.</p>
<p><a href="http://www.amigdalab.it/wp-content/uploads/3.png"><img class="alignnone  wp-image-1574" title="3" src="http://www.amigdalab.it/wp-content/uploads/3.png" alt="" width="489" height="349" /></a></p>
<p><strong><a href="http://www.starteed.com/">Starteed</a> </strong>ha un punto di forza davvero avanguardista, è infatti una piattaforma di <em>crowdfunding</em> che offre un ritorno economico a chi finanzia le idee e le supporta con un tam tam digitale, facendole conoscere. Quello che differenzia davvero Starteed dagli altri siti del genere, consiste nella propria mutazione sostanziale da vetrina per idee a negozio on line. E ciò che è importante è che le percentuali non verranno divise in base ad azioni o quote, ma alla &#8220;<em>personal influence</em>&#8221; degli investitori.</p>
<p><a href="http://www.amigdalab.it/wp-content/uploads/41.png"><img class="alignnone  wp-image-1580" title="4" src="http://www.amigdalab.it/wp-content/uploads/41.png" alt="" width="492" height="453" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In conclusione, le possibilità di affrontare la crisi con inventiva non mancano. Basterebbe solo spendere qualche minuto della nostra vita per cercare i canali più adeguati alla divulgazione delle nostre idee ed il coraggio di renderle pubbliche. In bocca al lupo!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Master SNID: il potere dell&#8217;influence</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 14:18:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cazzulani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La crisi sistemica cancellerà le aziende che non si evolvono” Con questa frase più che mai realistica, veniamo introdotti alla presentazione del Master in Social Networks Influence Design (SNID), tenutasi mercoledì  28 marzo all’interno del politecnico di Milano. Partecipando alla presentazione, ho trovato numerosi punti d’incontro accomunabili al mio modo di vedere sul rapporto tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“La crisi sistemica cancellerà le aziende che non si evolvono” Con questa frase più che mai realistica, veniamo introdotti alla presentazione del <strong><a href="http://www.snid.eu/">Master in Social Networks Influence Design</a></strong> (SNID), tenutasi mercoledì  28 marzo all’interno del politecnico di Milano.</p>
<p>Partecipando alla presentazione, ho trovato numerosi punti d’incontro accomunabili al mio modo di vedere sul rapporto tra aziende e comunicazione digitale. Infatti, detto che sono sicuro che tra non molto arriverà una svolta epocale, credo si debba comunque tenere in considerazione che molte aziende pensano alla comunicazione digitale come semplicemente uno strumento gestibile in maniera interna, tramite apertura di pagine facebook o profili twitter.  Proprio per questa visuale appannata, le proposte più innovative vengono spesso e volentieri cassate mestamente.</p>
<p>Il vero scopo della comunicazione digitale è quello di creare un rapporto diretto con il consumatore, rapporto che stravolge la passività di un modello comunicativo fondato sull’ascolto e sull’immagazzinamento dati. Se con l’advertising classico il cliente assume informazioni ed acquista i prodotti pubblicizzati, con la comunicazione digitale, vive interazioni e dona a sua volta idee, spunti, opinioni, consigli ad altri clienti ed alle aziende stesse, apportando un fresco miglioramento e divenendo a tutti gli effetti un ingranaggio fondamentale del sistema aziendale.</p>
<p>Ahimè, se nel panorama contemporaneo, nessuno s’impegnerà a togliere la polvere che offusca la vista delle aziende, queste  rimarranno sempre ferme sui propri timori e sulla sfiducia nei confronti di questo cambiamento. Ma grazie ad intraprendenti agenzie di comunicazione digitale, imprenditori illuminati,  progetti scolastici come il master in questione e soprattutto per merito del potere dei consumatori e dell’influenza che possono avere, la svolta da me preventivata, non resterà semplicemente una speranza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.amigdalab.it/master-snid-il-potere-dellinfluence.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<div id="watch-description-clip">
<div id="watch-description-text">
<p id="eow-description">Qual&#8217;è l&#8217;obiettivo del Master SNID? Marcello Cividini, Creator &amp; Tech Director del Master SNID &#8211; Master in Social Network Influence Design, risponde alla domanda di Amigdalab.</p>
<p><a href="http://www.amigdalab.it/master-snid-il-potere-dellinfluence.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Marisa Galbiati, vice Preside della Scuola del Design e Professore ordinario al Politecnico di Milano ci parla del Master SNID</p>
</div>
</div>
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		<title>Coltivare la passione per il design</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 12:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cazzulani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Girovagando nel web in cerca di notizie ed appassionati di giardinaggio, pensavamo di trovare semplicemente amanti del verde in cerca di consigli o  desiderosi di confrontarsi sul tema. Invece, abbiamo notato che esistono numerosi blog e siti che vivono la filosofia &#8220;green&#8221;  rapportandosi con essa in maniera decisamente creativa ed anticonvenzionale. Oggi la società [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Girovagando nel web in cerca di notizie ed appassionati di giardinaggio, pensavamo di trovare semplicemente amanti del verde in cerca di consigli o  desiderosi di confrontarsi sul tema. Invece, abbiamo notato che esistono numerosi blog e siti che vivono la filosofia &#8220;green&#8221;  rapportandosi con essa in maniera decisamente creativa ed anticonvenzionale.</p>
<p>Oggi la società sta sempre più introiettando il pensiero ecologico nei suoi modelli comportamentali. Tutto questo conduce necessariamente alla ricerca di nuove frontiere estetiche. Proprio per tale motivo<strong> il mondo &#8220;green&#8221; e quello del design stanno naturalmente trovando punti d&#8217;incontro, che portano a proporre creazioni nuove ed eco-sostenibili.</strong></p>
<p>Indossare un abito alla moda costituito da lenticchie? Creare dei soprammobili con ortaggi decorati? Abbellire la propria dimora con asparagi? Adibire un orto a teatro? Tutto questo si può fare, anzi, viene fatto e ci viene testimoniato da Mirco, &#8220;stilista-ortista&#8221;, attraverso il suo blog &#8220;<strong><a href="http://lortodimichelle.blogspot.com/">L&#8217;orto di Michele</a></strong>&#8220;. Mentre la cultura si tinge di verde con il blog &#8220;<strong><a href="http://dana-gardendesign.blogspot.com/">Dana garden design</a></strong>&#8220;, che riesce ad unire alle tematiche del giardinaggio, la letteratura, la fotografia, l&#8217;architettura. la grafica e il design.</p>
<p><a href="http://www.amigdalab.it/wp-content/uploads/Diapositiva1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1421" src="http://www.amigdalab.it/wp-content/uploads/Diapositiva1-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a></p>
<p>Se gardening vuol dire moda e design, questo porta conseguentemente allo sviluppo di numerosi eventi. Le fiere e le esposizioni dedicate agli appassionati, sono sempre più numerose e varie. Per riuscire a non perdersi il meglio:<strong> <a href="http://www.criticalgarden.com/wpcg2/">http://www.criticalgarden.com/wpcg2/</a></strong>, un sito d&#8217;informazione e critica davvero ben fatto.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dal mondo del &#8220;Make&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 20:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Guerra</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ted]]></category>

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		<description><![CDATA[Stiamo ricercando e studiando i Maker. Coloro i quali studiano e realizzano soluzioni localmente a problemi locali. L&#8217;analisi della co-creazione e co-generazione ci sta portando a scoprire un mondo veramente interessante. Grazie a Alberto D&#8217;Ottavi abbiamo visto questo interessante video, che racconta come con pochissima tecnologia, nel mondo, stanno avvenendo cose che potrebbero cambiare l&#8217;uso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stiamo ricercando e studiando i Maker. Coloro i quali studiano e realizzano soluzioni localmente a problemi locali.<br />
L&#8217;analisi della co-creazione e co-generazione ci sta portando a scoprire un mondo veramente interessante.<br />
Grazie a <a href="http://infoservi.it/vaiwu">Alberto D&#8217;Ottavi</a> abbiamo visto questo interessante video, che racconta come con pochissima tecnologia, nel mondo, stanno avvenendo cose che potrebbero cambiare l&#8217;uso individuale della tecnologia stessa.</p>
<p><span id="more-1386"></span></p>
<p><object width="398" height="374"><param name="movie" value="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="bgColor" value="#ffffff" /><param name="flashvars" value="vu=http://video.ted.com/talk/stream/2006/Blank/NeilGershenfeld_2006-320k.mp4&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/NeilGershenfeld-2006.embed_thumbnail.jpg&amp;vw=384&amp;vh=288&amp;ap=0&amp;ti=90&amp;lang=en&amp;introDuration=15330&amp;adDuration=4000&amp;postAdDuration=830&amp;adKeys=talk=neil_gershenfeld_on_fab_labs;year=2006;theme=what_s_next_in_tech;theme=the_creative_spark;theme=tales_of_invention;event=TED2006;tag=Culture;tag=Science;tag=Technology;tag=computers;tag=engineering;tag=invention;tag=materials;tag=social+change;tag=third+world;&amp;preAdTag=tconf.ted/embed;tile=1;sz=512x288;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="398" height="374" src="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" pluginspace="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" wmode="transparent" bgcolor="#ffffff" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" flashvars="vu=http://video.ted.com/talk/stream/2006/Blank/NeilGershenfeld_2006-320k.mp4&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/NeilGershenfeld-2006.embed_thumbnail.jpg&amp;vw=384&amp;vh=288&amp;ap=0&amp;ti=90&amp;lang=en&amp;introDuration=15330&amp;adDuration=4000&amp;postAdDuration=830&amp;adKeys=talk=neil_gershenfeld_on_fab_labs;year=2006;theme=what_s_next_in_tech;theme=the_creative_spark;theme=tales_of_invention;event=TED2006;tag=Culture;tag=Science;tag=Technology;tag=computers;tag=engineering;tag=invention;tag=materials;tag=social+change;tag=third+world;&amp;preAdTag=tconf.ted/embed;tile=1;sz=512x288;"></embed></object><br />
L&#8217;intelligenza è equamente distribuita e ognuno può contribuire alla creazione di cose. Questo intervento, ormai già datato, descrive benissimo il mondo che ci piace e in cui stiamo iniziando a operare.<br />
E&#8217; interessante questa disanima che tratta la fusione tra l&#8217;internet delle cose, l&#8217;internet nelle cose, la confusione tra atomi e bit, bit e atomi. Uno dei punti di massimo interesse che rende il movimento del make possibile e auspicabile è la tecnologia che, oggi, fa cose impensabili fino a pochi anni fa, e tutto ciò è disponibile per pochi euro.<br />
Chiunque può inventare, costruire, produrre e sperimentare. Sarà questa la prossima grande rivoluzione?</p>
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		<title>Il giardinaggio è 2.0</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 11:20:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cazzulani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Amo la città ed amo il verde, come posso far coesistere le due cose? A chi posso chiedere informazioni? Semplice! Basta scrivere qualche parola su un motore di ricerca e si potrà trovare ogni risposta. Esiste infatti una quantità importante di appassionati, che, per la specificità della materia, trovano nella rete una comunità che offre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Amo la città ed amo il verde, come posso far coesistere le due cose? A chi posso chiedere informazioni? Semplice! Basta scrivere qualche parola su un motore di ricerca e si potrà trovare ogni risposta. Esiste infatti una quantità importante di appassionati, che, per la specificità della materia, trovano nella rete una comunità che offre tutti i consigli, le idee, la passione e la voglia di confrontarsi.</p>
<p>Ebbene si, <strong>oggi la passione del giardinaggio comincia dal web</strong>. La rete è diventata il vero terreno fertile nel quale gli appassionati di giardinaggio ed orticoltura possono seminare domande e raccogliere fruttuose risposte.<span id="more-1273"></span></p>
<p>Si può davvero trovare di tutto, dagli esperti del gardening, come<strong> <a href="http://mimmapallavicini.wordpress.com/" target="_blank">Mimma Pallavicini</a></strong>,  pronta a condividere il proprio sapere con chi lo desidera (e sono molti!);utilizzando una scrittura appassionante, di taglio narrativo e, a tratti, poetico, che coinvolge anche chi, in realtà, appassionato di giardinaggio non è; o come <strong><a href="http://giardinaggioirregolare.wordpress.com/" target="_blank">Lidia Zitara</a></strong>, che tramite il proprio blog propone una visione anticonformista del giardinaggio, dando la possibilità ai visitatori di porre domande e ricevere risposte pubbliche (a differenza di quasi tutti gli altri blog, all&#8217;interno dei quali, per fare domande all&#8217;autore, si è obbligati ad inviare messaggi privati).</p>
<p>Solo per indicare qualche numero, il blog di Mimma Pallavicini, conta ad oggi 433.723 visite; &#8220;<strong>Giardinaggio irregolare</strong>&#8221; contiene oltre 1200 articoli sul tema; nel forum della &#8220;<strong>Compagnia del giardinaggio</strong>&#8221; sono stati postati quasi 250.000 messaggi e sono stati trattati 20.252 argomenti; 300.000 amanti dell&#8217;orto hanno seguito &#8220;<strong>Coltivare l&#8217;orto</strong>&#8220;.</p>
<p>Oltre agli esperti, si possono scoprire numerose <a href="http://www.compagniadelgiardinaggio.it/" target="_blank">comunità di appassionati</a> ed amanti del verde, che si riuniscono in rete per confrontarsi, discutere, scambiarsi consigli sul da farsi e, magari,  sperimentare tecniche innovative ed idee strampalate per esaudire i propri &#8220;green desire&#8221;.</p>
<p>Anche gli <a href="http://coltivarelorto.myblog.it/" target="_blank">orti</a> trovano nuova linfa nel mondo di internet, soprattutto in un momento storico in cui i principi di eco-sostenibilità si stanno espandendo fortemente nel pensiero comune. Uno degli argomenti maggiormente toccati è l&#8217;orto in città, proprio per venire incontro a questo tipo di esigenza. Esigenza che nasce dal piacere di contribuire alla crescita di qualcosa di vivo e naturale, e… commestibile!</p>
<p>Del fashion gardening e del suo sviluppo in rete,  discuteremo in un prossimo post… Per ora, piantiamola. Nel vero senso della parola!</p>
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		<title>Facciamo Social Business</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 09:32:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Guerra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo tante riflessioni tanti discorsi, tantissimi progetti e diversi business plan scritti e pensati mi rendo conto che quello che facciamo non è comunicazione, oddio lo è, ma la definizione non è assolutamente esaustiva. Cioè che facciamo è usare le logiche, gli strumenti l’esperienza di progetti di comunicazione social per creare e ampliare nuove logiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo tante riflessioni tanti discorsi, tantissimi progetti e diversi business plan scritti e pensati mi rendo conto che quello che facciamo non è comunicazione, oddio lo è, ma la definizione non è assolutamente esaustiva. Cioè che facciamo è usare le logiche,  gli strumenti  l’esperienza di progetti di comunicazione social per creare e ampliare nuove logiche di business nell’arena dei Social Media.<br />
Quello che sta avvenendo, ci pare di vedere chiaramente dal nostro punto di osservazione, è che le logiche emergenti dal mondo digitale stanno, sempre più radicandosi nella nostra  vita.</p>
<p>Mi piace molto la definizione di Social Business di <strong>David Armano</strong>. La sposo.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/Mg4aNuXPFsc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L’ascolto delle conversazioni nasce come strumento di analisi della reputazione, ma il passo successivo dell’”engagement” è quello di porsi degli obiettivi funzionali: fare delle cose insieme al pubblico “ingaggiato”. Questo orizzonte cambia, e di molto, i progetti che si possono fare, che si fanno e che sempre più spesso si faranno.<br />
L’equilibrio si sposta sempre più dalla misurazione di cosa dicono gli utenti al design di strumenti e spazi motivazionali per far collaborare le intelligenze giuste a un progetto  partecipativo, che non abbia  la sola funzione di essere divertente e “catchy”, ma che si ponga degli obiettivi chiari di business. I Social Media, quindi, come modello per la partecipazione a qualcosa di più importante che un insieme di mere conversazioni.<br />
Immaginiamo nuovi servi, nuovi prodotti resi possibili esclusivamente dalla partecipazione dei diretti interessati. Una vera <strong>disintermediazione</strong> tra chi i servizi li produce e il pubblico che li usa. E la <strong>partecipazione</strong> alle logiche di business (sia nello sviluppo che nel miglioramento qualitativo del &#8220;prodotto&#8221;) del pubblico che intende utilizzare i prodotti o i servizi.</p>
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		<title>Oreo for President! Le aziende che sanno parlare su Facebook.</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 14:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Guerra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa vogliono gli utenti dalle pagine aziendali in Facebook? Per rispondere a queste domande basterebbe navigare un po’, seguire i “mi piace” e vedere quelle di maggior successo. Che sono poi quelle che rispondono all’esigenza dell’utente di dire la sua sul prodotto e sull’azienda, di offrire i propri consigli ed esperienza, di sapere come l’azienda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa vogliono gli utenti dalle pagine aziendali in Facebook?</p>
<p>Per rispondere a queste domande basterebbe navigare un po’, seguire i “mi piace” e vedere quelle di maggior successo. Che sono poi quelle che rispondono all’esigenza dell’utente di dire la sua sul prodotto e sull’azienda, di offrire i propri consigli ed esperienza, di sapere come l’azienda intende muoversi ed, eventualmente, di potersi lamentare, certi di avere ascolto e risposta. Infatti oggi molte realtà aziendali stanno approcciando a Facebook cercando di creare un dialogo con il proprio bacino di utenza, interagendo con i propri clienti e coinvolgendoli con molte attività (magari legate a promozioni, sconti e via dicendo).</p>
<p>Mi è capitato ultimamente di visitare la pagina del presidente degli Stati Uniti Barack Obama e, poco dopo, di cercare una ricetta a base di “biscotti Oreo” per un’amica.</p>
<p><a href="http://www.amigdalab.it/wp-content/uploads/BFH_Obama_Oreo_Logo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1169" title="BFH_Obama_Oreo_Logo" src="http://www.amigdalab.it/wp-content/uploads/BFH_Obama_Oreo_Logo.jpg" alt="" width="500" height="430" /></a><br />
Per curiosità lancio sempre uno sguardo sul numero di fan e &#8211; sorpresa delle sorprese &#8211; entrambi superano i 23 milioni, con i biscotti sotto solo di qualche migliaio rispetto al Presidente. Se alle prossime elezioni gli Oreo si presentassero per i Conservatori, potrebbero aspirare alla Casa Bianca!</p>
<p>Scherzo, ma, insomma, non sto parlando della pagina di un politico qualunque, sto parlando dell’icona Obama tallonata dai biscotti Oreo…<br />
Sto parlando di colui che ha vinto le elezioni americane grazie ad internet, grazie al supporto dei giovani e grazie ai social network.<br />
A questo punto, non sono più interessato alla pagina di Obama, ma a quella degli Oreo.<br />
Come hanno fatto? La –eh eh- ricetta è semplice.<br />
La pagina Oreo riesce a coinvolgere, incuriosire, aggiornare e coccolare i propri fan con infinita attenzione a chi sono e cosa vogliono, cercando di donare loro momenti di complicità leggera e affettuosa, senza assillarli.<br />
<a href="http://www.amigdalab.it/wp-content/uploads/BFH_Obama_Oreo_DoubleSpeak.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1170" title="BFH_Obama_Oreo_DoubleSpeak" src="http://www.amigdalab.it/wp-content/uploads/BFH_Obama_Oreo_DoubleSpeak.jpg" alt="" width="404" height="304" /></a><br />
Nella sostanza, beh, guardate qua: <a title="Oreo su Facebook" href="http://www.facebook.com/oreo" target="_blank">la pagina FB di Oreo</a><br />
In conclusione, come al solito, le persone vanno dove ci sono i contenuti. E, per le aziende, essere su Facebook non serve a nulla se non intendono lavorare seriamente su un piano editoriale intelligente e sulla produzione di contenuti ricchi e vari.<br />
Come Oreo, bisogna creare un contatto caldo, confidenziale, fatto di piccole idee condivisibili e scambi quotidiani gratificanti, così che l’azienda possa essere percepita come viva e interagente.<br />
Io non ho mangiato un biscotto Oreo in tutta la mia vita però,  beh, dopo aver visitato la pagina Facebook, ho messo immediatamente un “mi piace” ed ora uscirò a comprarne un pacchetto. Ma… li vendono in Italia?</p>
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		<title>Co-creazione: le idee del cliente al centro dello sviluppo dei processi aziendali</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 09:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Moretti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ultimamente si sente parlare spesso di co-creazione. Ma in realtà, cos’è? E come ne possono trarre vantaggio le aziende e i loro clienti? Nel panorama odierno, quanto possono influire il web e il digitale nei rapporti tra i produttori e i consumatori? O meglio: chi è oggi produttore e chi consumatore? La co-creazione è lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente si sente parlare spesso di co-creazione. Ma in realtà, cos’è? E come ne possono trarre vantaggio le aziende e i loro clienti? Nel panorama odierno, quanto possono influire il web e il digitale nei rapporti tra i produttori e i consumatori? O meglio: chi è oggi produttore e chi consumatore?</p>
<p>La co-creazione è lo spazio che l’azienda decide di aprire al cliente, per lavorare insieme, in un<strong> processo di partecipazione orizzontale</strong>, ad attività funzionali allo sviluppo dell’azienda stessa. È il filo diretto tra l&#8217;azienda e il suo pubblico, dove il secondo è protagonista attivo e può, grazie alle proprie creatività ed esperienza, proporre idee innovative traducibili in prodotti e servizi.</p>
<p>Ma cosa  guadagna il cliente nel mettere le proprie capacità all’interno di un processo aziendale?</p>
<p>Un lungo discorso richiederebbe il valore della semplice opportunità di attivare la propria intelligenza e vederne il prodotto collettivamente riconosciuto ed apprezzato. Ma questo è un altro post.</p>
<p>Più immediatamente: a chi di noi, dopo l&#8217;acquisto di un determinato prodotto, non è capitato di domandarsi sconsolato &#8221; Ma perché non l’hanno fatto così, perché non hanno previsto questo, perché non lo si può usare anche per fare quest’altro?&#8221;. Oggi, grazie essenzialmente al contatto immediato derivante  dall&#8217;utilizzo dei social media, l&#8217;acquirente si  relaziona con il produttore alla pari, suggerendo modifiche a prodotti già esistenti o vere e proprie &#8220;invenzioni&#8221; utili e personalmente molto gratificanti.</p>
<p>Una delle  forme di co-creazione oggi più presenti in Rete si fonda sull’utilizzo e <strong>lo sviluppo della creatività degli utenti nella progettazione di ampliamenti di gamma</strong>. Tra gli esempi che possono illustrare questo trend è da citare sicuramente quello di Nike che, grazie all’apertura del sito  <a title="NIKEiD" href="http://nikeid.nike.com/nikeid/index.jsp"><span style="text-decoration: underline;">NIKEiD</span></a> offre la possibilità di progettarsi e mettere sul mercato capi d’abbigliamento sportivi personalizzando design, colori, e materiali. Ancora,  <a title="Threadless" href="http://www.threadless.com/?echo=1&amp;mkwid=sgtyliWXh&amp;pcrid=6107090304&amp;kwd=threadless&amp;mt=e&amp;gclid=CNuMy63Ty6kCFUpTfAodJ2ZNNQ"><span style="text-decoration: underline;">Threadless</span></a> utilizza la creatività del proprio pubblico, costituito da una community di più di un milione di persone, per ideare T-shirt davvero fantastiche, comprabili tramite e-commerce o retail store. Anche il settore dei giochi ama utilizzare le risorse creative dei propri clienti per proporre sul mercato nuove soluzioni. È il caso di Lego, che si adopera nel convogliare la fantasia degli appassionati di sempre più complesse sfide a colpi di migliaia di mattoncini su <a href="http://www.designbyme.lego.com/en-us/default.aspx">Lego factory</a>. Lì è possibile progettarsi nuovi modelli complicatissimi – se no che gusto c’è? Boh! &#8211; servendosi di un free software virtuale. I migliori giochi sono prodotti concretamente, ed immessi sul mercato.</p>
<p>Un’esperienza collettiva di questo genere è sempre più <strong>al centro della vision dalle aziende maggiormente lungimiranti</strong>, sia come nuova opportunità produttiva che come un serio fattore di engagement del cliente.</p>
<p>In conclusione, <strong>il futuro delle aziende vede il cliente al centro. Al centro del marketing strategico, di nuovi processi commerciali, di tutt’altro modo (tutt’altro mondo?) di fare Ricerca &amp; Sviluppo</strong>. Da oggi in poi i brand avranno bisogno dell’apporto di un cliente sempre più insostituibile. Non solo come acquirente, ma anche come produttore!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Amigdalab al Digital Experience Festival</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 11:54:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Guerra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì 11 marzo Amigdalab sarà presente al festival con un intervento sul futuro della distribuzione e il consumo di intrattenimento digitale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="__ss_7230751" style="width: 425px;">Venerdì 11 marzo Amigdalab sarà presente al festival con un intervento sul futuro della distribuzione e il consumo di intrattenimento digitale.</div>
<div style="width: 425px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Autori all'inseguimento degli spettatori" href="http://www.slideshare.net/Amigdalab/autori-allinseguimento-degli-spettatori">Autori all&#8217;inseguimento degli spettatori</a></strong><object id="__sse7230751" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="570" height="455" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=autoriallinseguimentodeglispettatori-110311054751-phpapp02&amp;stripped_title=autori-allinseguimento-degli-spettatori&amp;userName=Amigdalab" /><param name="name" value="__sse7230751" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse7230751" type="application/x-shockwave-flash" width="570" height="455" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=autoriallinseguimentodeglispettatori-110311054751-phpapp02&amp;stripped_title=autori-allinseguimento-degli-spettatori&amp;userName=Amigdalab" name="__sse7230751" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
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<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/Amigdalab">Amigdalab</a>.</div>
</div>
<p>Questa è la presentazione.</p>
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