Torno a occuparmi di un tema di cui ho già scritto un po’ qui. E’ un tema che mi appassiona molto e su cui sto lavorando da un po’ di tempo. Sempre più spesso studi analizzano come il mobile sta cambiando i pattern di consumo. Io personalmente sono convinto che l’integrazione tra online, mobile, geolocalizzazione, socialnetworking sconvolgerà irrimediabilmente il retail shopping (il commercio al dettaglio; l’acquisto in negozio per intenderci). Stiamo parlando di un mercato enorme, un mercato già esistente che non sa ancora bene come innovarsi. Sta avvenendo una cosa di cui in passato si è parlato molto poco. Tutti i futurologi, gli esperti e gli uomini del marketing digitale si sono concentrati su come lo shopping online avrebbe rivoluzionato i consumi. Meno attenzione, invece, è stata dedicata all’online e la sua influenza sullo shopping “reale”. Eppure parliamo del commercio tradizionale, della spina dorsale dell’economia. Mi sembra un tema su cui riflettere. Qui si sta giocando una partita importante
Sul tema trovo sempre più spesso riflessioni di rilievo. Ho la sensazione, però, che manchi sempre qualcosa per completare lo scenario, per raggiungere una visione totale, completa.
Parto dall’inizio: le features che stanno decretando il successo impetuoso delle application mobile sono legate alla geolocalizzazione e ai relativi servizi, ai sistemi di notifiche push, e alla logica del check-in in luoghi o rispetto a cose. Per la lucidità di come viene trattato il tema, ci è piaciuto l’articolo di Steve Gurley, che seguiamo anche sul suo blog personale. Steve si occupa di shopping experience, di come migliorando l’esperienza del consumatore si creano nuovi modelli di consumo. Secondo lui la sfida sta nell’integrazione di servizi mobile e la personalizzazione dei palinsesti di digital signage. L’obiettivo è creare un’esperienza il più personale possibile e per massimizzare i servizi al cliente prima, durante e dopo la vendita.
Perchè all’improvviso si parla di mobile ovunque anche su settori dell’economia che non sembrano direttamente coinvolti? Basti pensare che nel 2010 in Italia la crescita degli smartphone è stata di oltre il 100%, e il trend non tende fermarsi. Il mercato avanza ed è un mercato nuovo, tutto da costruire, è popolato da utilizzatori esperti che riconoscono subito i servizi interessanti e sanno cosa farsene. L’utilizzatore tipo dello smartphone conosce bene i social network, si muove elegantemente nei servizi online, usa la messaggistica e sta imparando in fretta come utilizzare al meglio i servizi di geolocalizzazione. Steve nel suo articolo ci spiega come alcune piattaforme potrebbero allargare il proprio servizio e adeguarlo al mobile, l’esempio potrebbe essere Amazon, che partendo da un ottimo algoritmo di segnalazione di prodotti da acquistare, potrebbe, utilizzando il posizionamento della persona e il sistema di check-in, e offrire un servizio imbattibile ai propri clienti.
Ci si aspetta i soliti nomi che faranno partire le solite evoluzioni di piattaforme già esistenti per uno scatto verso il mobile social commerce?
Io credo che nella maggior parte di discorsi che sento sul tema gli errori di valutazione siano due, e che in ogni modo si rifanno allo stesso ordine di pensiero. Qui si parla di piattaforme, di shopping, di vendita prodotti, di offerte e servizio. Manca una cosa fondamentale: la persona!!
Io credo, piuttosto, che l’enorme potenziale dei servizi da costruire utilizzando la connessione mobile a banda larga e la geolocalizzazione non possano prescindere dal coinvolgimento attivo delle persone. Credo che i servizi che sapranno coinvolgere al meglio le logiche del social networking, soprattutto per lo shopping, il permission marketing avranno le maggiori chance di costruire lo shopping del futuro. Se qualcuno pensa oggi di poter offrire percorsi di acquisto in cui il consumatore è solitario follower di offerte che arrivano dalle aziende, credo, si sbagli di grosso. Credo piuttosto che il futuro ci vedrà muoverci nelle città inseguendo opportunità, promozioni, nuovi negozi, segnalati da amici, o da personal shopper di cui abbiamo assoluta fiducia, utilizzando sistemi di realtà aumentata, contenuti ugc, consigli presi al volo su cosa comprare (mai visto questo?), feed back di amici che ci consigliano al volo su cosa comprare. E tutto questo è solo l’inizio.
Immaginati in giro a caccia di cose interessanti da comprare, cosa vorresti avare in mano dentro il tuo cellulare? Io vorrei avere un super segnalatore di servizi dei vari brand, che, però, possa tenere conto dei miei interessi, delle mie relazioni, dei consigli di quelli che riconosco come i miei modelli e gli introducer nei nuovi trend. Vorrei riuscire a creare dei contenuti al volo, perché li voglio condividere nei miei social, oppure li voglio postare nel circuito del negozio e magari diventare co-autore del palinsesto della catena.
Ma quando il mio mood non è di shopping non vorrei che nessuno mi rompesse le scatole.
Vorrei che fossi io a decidere chi entra nel mio piccolo e grande mondo.